Rientro…

JaJaJa!!!

Questo è l’ultimo intervento che faccio da terra straniera, domani MIAMI y MALPENSA!!!
Le sensazioni sono tantissimissimissime…
Nn so + ki ringraziare!!!
Questa terra mi ha dato troppo in questi ultimi 4 mesi, e voy a guardar todo en mi caveza,
de fijo!!! Altra cosa sicura è che qui IO ci ritorno, un’altra volta solamente por
vacaciones y despues… ki vivrà vedrà!!!
Orita torno, ho troppa voglia di mettere apposto un po’ di questioni in sospeso e
ricominciare a "vivere", sono sicuro che nulla sarà come prima e TUTTO andrà per il meglio!!!

Questo BLOG nn perirà x’ ho scoperto che mi piace scrivere di me e farlo sapere a ki
mi conosce! Da molto lontani a molto vicini, è un modo per esprimersi anche questo, no???

A domani, ragazzi!!!

TicoMov (4 the last time…)

ps Mi si stringe il cuore…

Il codice

Esistono cose difficili da spiegare, soprattutto nella mente umana,
nella sfera delle sensazioni… eppure sono proprio quelle che, secondo
me, riescono a dare + senso a questo breve periodo della nostra
esistenza terrena!
Il sorgente nn l’ho scritto di certo io, poco tempo fa nn sapevo
manco della sua esistenza, ma La Sorgente invece ora so dove si
trova e farò di tutto per tenermela per il resto dei miei giorni!!!
Cos’altro mi passerà davanti nn so… mi aprirò a TUTTO senza +
badare a "spese"… e fremo dalla voglia di ricominciare!
Il Folle ride e mai placa il suo sognare!!!
TicoMov
ps Andy se fuè oy…

Cahuita

Eravamo partiti per un altro bel giretto per tutta la costa caraibica ma…
cause di forza maggiore (nulla di chè, solo una dissenteria potente) ci hanno
fermato a Cahuita, posticino molto tranqui in cui abbiamo visitato il
parco y solamente por pasiar…
Completamente immersi nella natura c si sente ospiti gradevolissimi!!!
SEE YA!!!
TicoMov
ps lascio spazio al mio compagno di viaggio, io nn so + come esprimermi…

Cahuita by Andy

Dopo due giorni di lavaggio bianchieria e ripristino degli zaini siamo ripartiti
per la Costa Caraibica.
Il Costarica, stato bagnato da due Oceani, evidenzia due diverse realtà sulle sue
coste, dettate sia dal clima, che dai propri abitanti.
Mentre la parte pacifica ha un clima molto più caldo che si aggira sui 35 gradi e
si alterna con la stagione delle piogge, la zona bagnata dall’Oceano Atlantico,
chiamato Caribe, esprime al massimo tutte le peculiarità delle aree equatoriali:
L’aria, satura di umidità,  fa sopportare ancora meno i 25\30 gradi di temperatura.
Il risultato di quest’andamento climatico si esprime in una esplosione di rigogliosa
vegetazione e di una grande quantità di specie animali.
Nella prima fase del viaggio si era deciso di andare, prima nella parte sud e poi
risalire fino a nord per i canali, unica via di collegamento con il Tortughero.
A causa di una intossicazione alimentare, il nostro viaggio è capitolato con il
prematuro rientro a Heredia, per cercare di recuperare le  forze prima del mio
imminente rientro.
Il veloce spostamento dell’orizzonte attraverso il finetrino dell’autobus e il
susseguirsi del paesaggio, mi hanno dato una serie di tangibili riscontri sullo
stato del commercio in questa regione.
Come molte delle aree caldo umide del pianeta, un tempo occupate da una intricata
selva, chi comanda il  mercato locale e mondiale, chi  muove ingenti capitali di
denaro, chi influenza politicamente le sorti degli stati sono sempre loro: le
multinazionali! Portano  banane sulle nostre opulenti tavole e forniscono carne
per i fast food, rendendoci responsabili di questo scempio ambientale.
Non è un caso che il Costarica, protettorato degli USA, sia anche il primo stato dove
nacque nel 1909 a seguito della creazione della rete ferroviaria da parte di un
giovane rampollo di una famiglia statunitense Minor Keith, la prima multinazionale
della banane: la United Fruit.
Dopo la sua nascita la United Fruit non si limitò a modificare l’economia e la cultura
del Costa Rica, ma svolse anche un ruolo occulto in tutta la storia dell’America Latina.
I bimbi imparavano  a leggere negli anni 40 sui libri di testo che recitavano: "Il caffe
mi fa bene, bevo caffe ogni mattina".
Nota anche con il nome del "El Pulpo" (la piovra), questa multinazionale allungò nel
corso degli anni i suoi tentacoli su ogni sorta di affare riguardante le telecomunicazioni,
fino ad arrivare alle pressioni esercitate a sostegno del colpo di stato organizzato
dalla CIA per rovesciare il governo del presidente Jacobo Ardenz, eletto
democraticamente in Guatemala…
Tutto per un carico di banane partito dalla Costa Rica !!!
Tornando a bomba a noi, dopo questa digressione politica, i paesini che abbiamo passato
per arrivare al mare, si presentavano come grandi distese di tetti in lamiera intercalati
da immense distese di container accatastate su  vari livelli e con impresse le insegne
della Delmonte e Dole.
Passata la Cordiglira Centrale siamo planati a la Caulita dove subito si capisce l’aria
che tira: la lingua più parlata è l’inglese, i locali sono tutti immigrati Giamaicani,
erba in quantità e dollaro sempre in tasca.
Per il resto il paesino, con strade in terra battuta, case scolorite e ogni cosa metallica
ricoperta dalla rossastra coltre della ruggine.
Soggiorniamo per 25 Dollari da un Giamaicano, la stanza ha difronte un ombreggiato parco,
con varie amache intercalate tra le palme.
Di rimpetto al nostro alloggio ci sono due anziani e gentili americani, lui paffutello e
sornione mi dice:" No problem if you smoke marjuana", dopo circa due ore ho capito il perchè
della sua simpatia e della affermazione: al calare della sera la nelle labbra della sua
signora brillava una bella canna…
La sera stessa abbiamo fatto conoscenza con Jillow, il placido bradipo che veniva a nutrirsi
a un metro dalle nostre teste di verdi gemme.
Sembra impensabile che in un mondo in continua e veloce evoluzione come il nostro, ci siano
ancora esseri che impiegano giorni per coprire distanze che a noi sembrano infinitesimali.
Jillow comunque è rimasto imperturbabile tutta la sera nonostante il chiacchiericcio
emanato dalle discussioni avute con un amico canadese conosciuto in quell’occasione.
La mattina successiva abbiamo camminato per 7 Km nel Parco Nazional della Cahuita,
abbiamo visto una grande quantità di scimmie, rettili e bradipi.
Il più bel essere visto è stato la farfalla morpho, che si sviluppa nascosta nella
corteccia degli alberi per poi esplodere in volo in un improvviso fascio di luce
blu scintillante.
Una strana sensazione di instabilità e precarietà l’ho invece provata bagnandomi
nelle acque del rife sullo sperone nord del parco.
L’acqua, incontro di due correnti, era di colore latteo e piena di gorghi, come in
un canale. Mi è bastato immergermi per trovarmi sospinto verso la bariera in pochi minuti.
Saranno state le raccomandazioni del Guardia Parco e la presenza nelle acque di
squali nutrice a farmi desistere a prendere il largo per arrivare fino ai piedi
della barriera corallina.
Rientrati con il buio che incombeva e avvolti da insoli versi di animali, siamo andatia
rinfocillarci in una soda, per poi cadere sfiniti a letto.
La stessa soda, che nel giorno di ozio successivo, ci ha fornito l’amaro boccone
avvelenato causa di febbre, vomito e cagotto violento.
Eccoci qui con qualche Kg in meno ad aspettare il rientrare a casa tra freddo e impegni…
Andy

La Fortuna y Sàmara by Andy

Dopo tante peripezie sono arrivato nella Costa Rica.
Due aerei persi, una notte gelida ad Amsterdam e uno stop a New York letteralmente messo
ai raggi X, il Moviz mi è venuto a prelevare come un cencio a San Josè.
La città, l’indomani, si è presentata come la maggior parte delle caotiche capitali latino-americane:
uno smog pari a 10 volte quello di Milano, le strade piene di grosse buche e un brulicare di
mezzi e persone in movimento.
Due giorni per ricaricarsi, adattarsi al fuso e fatto lo zaino siamo partiti alla volta
del vulcano Arenal. Arrivati alla cittadina della Fortuna, abbiamo trovato alloggio in
un simpatico ostello chiamato Gringo Peter.
La prima tappa del viaggio è stata alle terme locali, che si trovano alle pendici del vulcano.
Ci siamo rilassati in fantastiche piscine di acqua calda sorseggiando ottimi cocktail e
trasformandoci in delle aragoste, visto il colore della pelle.
Il giorno successivo, di buon ora, ci siamo incamminati alla volta del parco Arenal,
lussureggiante di vegetazione e dai colori intensamente verde smeraldo.
Tutta l’area circostante è sorvegliata dall’enorme cratere vulcanico che appare sempre
con una coltre di nubi sulla sua sommità.
L’enorme monolite naturale gorgoglia e brontola il brodo primordiale della terra e sorveglia
con monito tutto ciò che si trova ai suoi piedi.
Il giro nel parco non ha avuto grandi sorprese, se non un senso di piccolezza e di inferiorità,
verso l’enorme patrimonio naturale che ci circondava: enormi alberi carichi di fogliame talmente
fitto da sembrare un muro impenetrabile, i fusti degli alberi di varie forme e dimensioni erano
rugosi e nodosi come visi allungati di antiche persone, sconosciuti frutti che penzolavano da
altrettanti strani piante.
Il tutto è durato circa 2 ore, anche se mi sono reso conto che tutta la meccanica del tempo
in questo paese assume connotati enormemente dilatati e inesorabilmente lunghi.
Dopo due giorni però il desiderio di mare, l’invidia per l’abbronzatura del Moviz ("El Basurero de Guanacaste") e la voglia di sole, ci hanno spinti a dirigerci a playa Samara.
Il viaggio durato un giorno intero, con tre cambi di scalcagniati autobus su strade di terra battuta.
Siamo approdati all’ambita meta quando il sole era ormai capitolato oltre l’orizzonte e
grazie ai due amici che avevo incontrato durante il viaggio in aereo siamo riusciti a
trovare un sistemazione da un tipo olandese di nome Shake Joe…
La mattina successiva, con gli zaini in spalla, ci siamo diretti all’Ancla, una
piccola pensione sul mare gestita da una signora tica: 16 dollari a notte per un pregevole doppia!
L’unico problema era una nutrita famiglia di scarrafoni della lunghezza media di circa
5 cm  temutissimi dal Moviz, che nelle ultime notti si addormentava armato di ciabatta
e con la luce accesa…
Le giornate si sono consumate velocemente in compagnia delle squisite persone incontrate,
grazie alle quali siamo riusciti a visitare spiagge incantate e a goderci tramonti fiabeschi.
Proprio durante l’ultimo tramonto mi è venuta in mente la canzone di Battiato tratta
dalla poesia di Baudelaire:"Invito al viaggio". Poesia carica di struggente ricerca di evasione, del sentirsi in esilio, di ricercare una propria patria e di una pace interiore.
Non vorremmo essere partiti da Playa Samara, lembo incantato di una costa ormai in fase
di perenne erosione e cementificazione, desideravamo rimanere per altri centanni di
solitudine in quel posto plasmato dalle mani di un Dio, dove i tramonti sono di fuoco
e le notti scorrono placidamente cullate dal melodico moto della marea.
 
Ma attenzione attenzione….!!! Domani si riparte….
Ci aspettano le note Reggae della Costa Caraibica…..
Pura Vida, mae…….
 
ANDY

La Fortuna y Sàmara

Nn sono + in grado di descrivere l’assoluta goduria che mi travolge…
Nn mi ci metto nemmeno, c pensa l’assessore ("El Hijo de l’izquierda") alla cronaca!
Sembro addirittura saturo di tutto il bello che ‘sto loco mi continua a
dare, ed è meglio che smetto prima che cambio idea e nn torno +!!!
(skerzo mammaaaaaaaa!) ;-P
Domani partenza per i caraibi per 1 settimana!!!
See YA!!!
TicoMov
…sulla giostra…
ps per la prima (e forse anche l’ultima!!!) volta permetto un
intervento di un amico sul mio blog, gli ho fatto scegliere anche la
canzone che state ascoltando… diciamo che se lo merita!!! ;-D